Unical, il 5x1000 si fa solidale: con il progetto «C.U.R.A.» la ricerca scende in campo per i più fragili
La novità di quest’anno è l’impegno diretto sul territorio, con un progetto pilota ambizioso che riguarda il centro storico di Cosenza in attuazione del nuovo Piano Strategico 2026-2031
Destinare il 5x1000 all’Università della Calabria non è solo un atto burocratico durante la dichiarazione dei redditi, ma un investimento diretto sul futuro della Regione. Se negli scorsi anni il focus è stato tutto sugli studenti, il 2026 segna l’inizio di una «nuova stagione» per il Campus di Arcavacata. Negli ultimi anni, l’Unical ha stabilito un primato di trasparenza e generosità nella gestione del 5x1000. La strategia è stata chiara: trasformare ogni centesimo in borse di studio.
Per anni, l’Ateneo ha scelto di aggiungere fondi propri alla cifra raccolta dai contribuenti, raddoppiando di fatto l’importo totale. Grazie a questa scelta, ogni anno circa 200 studenti eccellenti hanno ricevuto premi al merito (spesso da 500 euro), un incentivo concreto per chi si impegna negli studi. Un modello che ha premiato migliaia di giovani talenti, sostenendo le famiglie e la carriera accademica dei più meritevoli (che avevano conseguito una votazione media di almeno 27 ed acquisito almeno 2/3 dei crediti previsti nel piano di studi). La campagna 2026 introduce una svolta significativa: l’evoluzione verso il «Valore Sociale». Mentre il sostegno agli studenti rimane un pilastro, l’Unical ha deciso di allargare il raggio d’azione.
I fondi raccolti attraverso il 5x1000 avranno un obiettivo ancora più vicino ai cittadini. L’Ateneo vuole, infatti, trasformare queste risorse in azioni pratiche che abbiano un impatto immediato sulla vita dei calabresi. La novità di quest’anno è l’impegno diretto sul territorio, con un progetto pilota ambizioso che riguarda il centro storico di Cosenza in attuazione del nuovo Piano Strategico 2026-2031.
Ogni anno l’Unical sceglierà e finanzierà un progetto specifico dedicato ad aiutare le persone più deboli. Non sarà solo un aiuto economico, ma un lavoro di squadra: i ricercatori dell’Università metteranno le loro competenze a disposizione di enti pubblici e associazioni di volontariato. In questo modo, la scienza esce dai laboratori per diventare un «bene comune» che valorizza le persone e il territorio.
Per cui, i fondi raccolti quest’anno saranno utilizzati per portare l’Università fuori dalle aule di Rende e dentro il cuore della città vecchia, con laboratori, centri di ricerca e servizi aperti alla cittadinanza, trasformando la conoscenza accademica in crescita per la comunità, sostenendo la riqualificazione di aree urbane attraverso la cultura e l’innovazione. Investire in progetti renderà il legame tra Ateneo e Calabria ancora più stretto e produttivo. La prima iniziativa di questa nuova stagione si chiama C.U.R.A. (Comunità Urbane in Rete per l’Ascolto).
Si tratta di un progetto che vuole cambiare il volto dell’assistenza in Calabria: mappare i bisogni invisibili. Considerando che, spesso, le difficoltà di chi soffre non appaiono nei dati ufficiali, C.U.R.A. andrà a cercare queste necessità nascoste per dare alle istituzioni le informazioni giuste per pianificare cure e servizi sociali migliori. Il modello inizierà nel cuore di Cosenza, per poi essere esteso ad altri borghi calabresi. L’obiettivo principale è combattere la solitudine, l’isolamento degli anziani e di chi vive in condizioni di vulnerabilità. Verranno creati dei veri e propri presidi di ascolto e supporto, trasformando la conoscenza universitaria in un motore che include e protegge chi è più solo. Il 5x1000 è la misura fiscale che consente ai contribuenti di destinare una quota della propria IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) a enti non profit di ricerca scientifica/sanitaria, Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e realtà di interesse sociale.
Si tratta di una scelta che non comporta costi aggiuntivi, poiché la quota è già compresa nelle imposte dovute, e non è alternativa alle altre quote (8 e 2 x1000 che permettono al contribuente di devolvere le imposte a scopi sociali statali, religiosi o politici), il cittadino può quindi esprimerle tutte. Per destinare il contributo all’Ateneo è necessario firmare e inserire il codice fiscale 80003950781 nei modelli della dichiarazione dei redditi.
La procedura, valida sia per i modelli cartacei che per la dichiarazione telematica, prevede pochi passaggi: individuare la scheda «scelta per la destinazione del 5x1000 dell’IRPEF» nel riquadro «Finanziamento della ricerca scientifica e dell’Università», apporre la propria firma ed infine, inserire il relativo codice fiscale dell’Università della Calabria. È importante ricordare che la mancata indicazione del codice fiscale influisce sulla destinazione del fondo, poiché, se il contribuente firma il riquadro ma non inserisce il codice fiscale (in questo caso dell’Unical), il contributo viene redistribuito tra tutti gli enti/atenei beneficiari che fanno parte del singolo settore che è stato firmato.
Se invece, il contribuente non esprime alcuna scelta, la quota del 5x1000 NON viene ripartita, ma resta allo Stato. Al di là dei tecnicismi e dei moduli, scegliere a chi destinare il proprio contributo è un esercizio di partecipazione attiva. Donare una quota di quanto già dovuto allo Stato significa riappropriarsi di una piccola parte delle proprie risorse per indirizzarle verso ciò che riteniamo prioritario. Che si tratti di ricerca, di assistenza sociale o di sviluppo scientifico, questo gesto trasforma un dovere fiscale in una libera opportunità: quella di contribuire, con una «semplice firma», alla costruzione di una società più attenta ai bisogni di tutti e capace di prendersi cura del proprio futuro.