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24/08/2026 ore 23.34
Società

Vaccarizzo Albanese, il Festival delle Migrazioni rilancia il contrasto al caporalato nei territori

A Piazza Skanderbeg il confronto sulle politiche da attuare dopo Amendolara. Borrelli: lavoro, casa e sicurezza diventino diritti ordinari

di Redazione

Prevenire lo sfruttamento prima che il bisogno si trasformi in ricatto, garantendo ai lavoratori accesso alla casa, sicurezza sociale e possibilità concrete di costruire il proprio futuro. È il messaggio emerso a Vaccarizzo Albanese dalla tappa del Festival delle Migrazioni – “Resistenza. Armiamoci”, ospitata in Piazza Skanderbeg con il patrocinio del Comune.

L’incontro, intitolato “Il dopo Amendolara: quali politiche per il contrasto al caporalato?”, ha affrontato il fenomeno come una questione strutturale che richiede interventi coordinati e continuativi. Al centro del confronto sono stati posti prevenzione, formazione, controlli, politiche abitative e percorsi di inclusione.

Borrelli: accoglienza e diritti devono procedere insieme

Il vicesindaco Giuseppe Borrelli ha portato i saluti del sindaco Antonio Pomillo e dell’Amministrazione comunale. Nel suo intervento ha sottolineato che una comunità non può definirsi inclusiva limitandosi ad accogliere, ma deve riconoscere e tutelare i diritti delle persone che la abitano.

Secondo Borrelli, lavoro, casa e sicurezza sociale non possono dipendere da interventi episodici o essere trattati come concessioni. Devono diventare elementi ordinari delle politiche pubbliche, così da ridurre le condizioni nelle quali possono svilupparsi marginalità, sfruttamento e nuove forme di caporalato.

Prevenire lo sfruttamento lavorativo

Dal dibattito è emersa la necessità di intervenire prima che la vulnerabilità economica e abitativa esponga i lavoratori a forme di ricatto. Il contrasto al caporalato, in questa prospettiva, non può esaurirsi nelle attività repressive, ma deve comprendere strumenti capaci di garantire autonomia e accesso effettivo ai servizi.

Il lavoro è stato indicato come uno strumento di dignità e partecipazione, da sostenere attraverso controlli, formazione e politiche di inclusione. Una visione che l’Amministrazione di Vakarici, nome arbëresh di Vaccarizzo Albanese, collega al percorso di apertura e accoglienza sviluppato nella comunità.

La cena del SAI e la musica balcanica

La tappa del Festival delle Migrazioni si è conclusa con la cena preparata dagli ospiti del SAI di Vaccarizzo Albanese. Il momento conviviale ha consentito di trasferire nella pratica quotidiana i temi affrontati durante il dibattito, favorendo l’incontro tra persone, culture e tradizioni differenti.