Via Popilia come non l’abbiamo mai vista: come sarebbe senza erbacce e lamiere
Con l’intelligenza artificiale abbiamo immaginato il restyling di via Popilia, dalla superstrada alla scuola Cuturella. Ma i fondi per riqualificare il quartiere esistono già: ora bisogna capire come verranno utilizzati e che impatto estetico reale avranno sul quartiere
Per sognare basta un comando giusto sulla tastiera e un click, ed ecco che un panorama desolato, fatto di erbacce e incuria, si trasforma completamente in un prato all’inglese con siepi curate di oleandri e gelsomini. Una delizia.
Il gioco dell’immaginazione applicato a scorci urbani che a Cosenza conosciamo bene, fa venir voglia che tutto si realizzi con la stessa velocità con cui vediamo apparire sullo schermo un risultato sorprendente. Ma non è così.
Giocando con la fantasia in pochi secondi via Popilia e i suoi dintorni, non hanno più quelle orrende lamiere che corrono lungo la Statale, le altissime canne seccate dal sole, le ortiche, le erbacce, ma prati, fiori e alberi.
I fondi stanziati
Con Determinazione dirigenziale del Settore Urbanistica del Comune di Cosenza, Registro Generale n. 510 del 2026, pubblicata il 28 febbraio 2026, è stato approvato il quadro economico dell’intervento finanziato con fondi del Piano nazionale complementare al PNRR denominato “Sicuro, verde e sociale”, relativo alla riqualificazione degli edifici di edilizia residenziale pubblica di via Popilia.
Il progetto prevede un investimento complessivo di 2 milioni di euro, destinato principalmente al miglioramento sismico e all’efficientamento energetico degli edifici, ma include anche interventi di riqualificazione degli spazi esterni, del verde e dell’arredo urbano. In particolare, circa 172 mila euro sono destinati alle opere di sistemazione esterna e arredo urbano, che comprendono la riqualificazione delle aree verdi, degli spazi tra i palazzi e degli spazi pubblici di pertinenza.
Insomma i fondi per la rigenerazione urbana di via Popilia esistono già e sono stati finanziati: la vera domanda è come verranno utilizzati e che trasformazione produrranno nel quartiere?
La bellezza passa dal verde
Le immagini trasformate da noia con l’Ai riguardano in particolare alcune aree simboliche della zona: lo spazio antistante il carcere lungo la superstrada, un’immagine interna al quartiere, una esterna che abbraccia anche la chiesa di San Francesco Nuovo e il cortile esterno della scuola elementare Cuturella. Luoghi che oggi appaiono trascurati, marginali, spesso invisibili, ma che potrebbero diventare piccoli spazi di qualità urbana.
Nella visione ricostruita con l’intelligenza artificiale, le aree oggi occupate da erbacce e terreni incolti diventano prati curati, con alberi, aiuole fiorite, panchine e rastrelliere per biciclette. Lungo la superstrada, davanti al carcere, la fascia verde potrebbe trasformarsi in un corridoio urbano ordinato, con prato, un filare di alberi e aiuole basse: uno spazio semplice, pulito, decoroso.
Lo stesso vale per l’area della scuola elementare Cuturella. Oggi lo spazio esterno appare come un terreno incolto; nella simulazione diventa un giardino scolastico con prato, alberi per l’ombra, fiori e panchine. La differenza tra degrado e decoro, spesso, non sta in grandi opere ma in interventi semplici.
Per quanto riguarda gli innesti di verde bisogna considerare diversi aspetti climatici: estati molto calde, poca acqua, vento, smog, terreno spesso povero e manutenzione non sempre costante. Questo significa che non si devono immaginare giardini delicati, costellati da alberi o piante che necessitano di cure particolari, ma un verde resistente, mediterraneo, che resti ordinato anche se non viene curato ogni settimana.
C’è verde e verde
Gli alberi, per esempio, dovrebbero essere alberi che fanno ombra ma che non creano troppa manutenzione con radici invasive o foglie che sporcano continuamente. In contesti urbani del Sud funzionano molto bene il bagolaro, che è uno degli alberi più usati nei viali perché resiste al caldo e all’inquinamento, il leccio che è sempreverde e dà subito un senso di ordine, la jacaranda che in primavera fiorisce di viola ed è molto scenografica, oppure l’albizia che fa una chioma larga e leggera, perfetta per le piazze e gli spazi davanti alle scuole. Anche gli aceri campestri e i tigli possono funzionare, soprattutto lungo i marciapiedi o nei parcheggi, perché creano filari ordinati e danno identità alla strada.
Per le aiuole invece la scelta dovrebbe andare su piante mediterranee, cioè piante che vivono bene con poca acqua e che restano ordinate senza potature continue. Lavanda e rosmarino, per esempio, sono perfetti perché profumano, restano bassi e danno subito l’idea di un luogo curato. L’agapanto, che fa i fiori azzurri in estate, è molto usato negli arredi urbani del Sud perché resiste al sole forte. Anche la lantana, gli oleandri nani, il mirto, il pittosporo o la photinia sono piante molto adatte perché fanno siepi basse, sempreverdi e ordinate.
Per i fiori, nei contesti urbani si usano spesso rose paesaggistiche, margherite, gerani, gaura, salvie ornamentali, tutte piante che fioriscono a lungo e resistono al caldo. L’importante è che i colori non siano troppo casuali, ma che si scelga una palette, per esempio rosa, bianco e viola, oppure giallo e viola, in modo che tutta la strada abbia una sua identità visiva.
In urbanistica si dice spesso che un quartiere cambia quando arrivano alberi, luce e panchine. E sarebbe davvero il momento.