Rifondazione attacca dopo i controlli a Via Savoia: «La casa è un diritto»
Il circolo cosentino “Gullo-Mazzotta” denuncia un uso repressivo di forze dell’ordine e servizi sociali e accusa il Comune di assenza di risposte
A Cosenza il tema del diritto all’abitare torna al centro dello scontro politico e sociale dopo quanto denunciato da Rifondazione Comunista Circolo “Gullo-Mazzotta”, che punta il dito contro i controlli effettuati a Via Savoia poco prima delle celebrazioni del 25 aprile. Nella nota diffusa dal partito, l’intervento di forze dell’ordine e servizi sociali viene descritto come l’ennesimo episodio di pressione nei confronti delle famiglie che vivono nello stabile occupato, con l’accusa di aver trasformato strumenti che dovrebbero servire al sostegno collettivo in mezzi di controllo repressivo.
Il documento politico si inserisce dentro una vicenda che a Cosenza continua ad avere un forte impatto pubblico, perché tocca uno dei nodi più sensibili della città: quello delle case vuote, dell’emergenza abitativa e delle risposte, fin qui ritenute insufficienti, da parte delle istituzioni.
Rifondazione Comunista: «La Costituzione è a Via Savoia»
La presa di posizione del circolo cosentino di Rifondazione arriva con toni netti e con un’immagine fortemente simbolica già nel titolo: «La costituzione è a Via Savoia». È da qui che parte la lettura politica dei fatti avvenuti poco prima del corteo del 25 aprile, definito nella nota come partecipato, profondo e festoso.
Secondo Rifondazione, ancora una volta si sarebbe assistito a un uso muscolare delle forze dell’ordine e dei servizi sociali, impiegati non come strumenti di tutela e accompagnamento, ma come leve di pressione verso chi ha trovato nello stabile una risposta concreta alla mancanza di un alloggio.
Il partito parla esplicitamente di un’azione che avrebbe colpito genitori diretti al lavoro e bambini in cammino verso la scuola, fermati per un nuovo censimento definito pretestuoso. Una scena che, nella lettura del documento, non avrebbe nulla a che fare con la trasparenza o la gestione amministrativa del problema, ma sembrerebbe orientata a logorare la resistenza delle famiglie coinvolte.
Il riferimento a Prendocasa e allo stabile occupato
Nella nota, Rifondazione richiama direttamente il ruolo del collettivo Prendocasa, indicato come soggetto che ha consentito a persone prive di un’abitazione di trovarne una attraverso l’occupazione dello stabile di Via Savoia.
Il giudizio politico espresso è molto chiaro: ciò che viene oggi contestato sul piano dell’ordine pubblico andrebbe invece letto alla luce di una mancanza originaria di risposte sul diritto alla casa. In questo senso, l’occupazione non viene presentata come un’anomalia da reprimere, ma come la conseguenza concreta di una carenza politica e istituzionale.
È proprio qui che il partito prova a spostare il baricentro del dibattito: dal piano del controllo a quello delle responsabilità amministrative e sociali.
«Il problema della casa non si risolve con atti di forza»
Rifondazione Comunista insiste su un punto di principio che diventa anche una linea politica precisa: la questione abitativa non può essere affrontata con atti di forza, ma con una politica che metta al centro la persona e il diritto all’abitare.
Nella nota si sostiene la necessità di pianificare soluzioni di lungo periodo, fondate su misure di welfare reali, capaci di garantire serenità alle famiglie che vivono sotto il peso dell’incertezza e del possibile sgombero. Il richiamo è a una visione strutturale, non emergenziale, che affronti il problema alla radice e non soltanto nei suoi effetti più visibili.
L’obiettivo indicato è quello di costruire una risposta pubblica che restituisca stabilità a chi oggi vive in una condizione di precarietà permanente.
L’accusa al Comune e all’amministrazione Caruso
Nella parte centrale del documento, Rifondazione rivolge una critica diretta all’amministrazione guidata da Franz Caruso, accusata di inattività e di assenza di risposte concrete. È questo uno dei passaggi politicamente più significativi della nota, perché trasforma la denuncia dei controlli in un atto di accusa verso il governo cittadino.
Secondo il partito, il Comune non avrebbe saputo finora mettere in campo soluzioni adeguate per affrontare in modo serio e strutturale il tema della casa. Ed è proprio questo vuoto, nella lettura di Rifondazione, a rendere ancora più grave l’eventuale utilizzo di strumenti repressivi al posto di politiche di welfare e inclusione.
La critica si muove quindi su un doppio binario: da una parte il dissenso verso il metodo usato nelle verifiche a Via Savoia, dall’altra il giudizio severo sull’assenza di una strategia politica capace di affrontare davvero il disagio abitativo.
«La vera illegalità è lasciare case vuote»
La chiusura della nota rilancia quella che Rifondazione definisce una verità ben conosciuta da molti cosentini e cosentine, anche alla luce della partecipazione registrata al corteo del 25 aprile. «La vera illegalità è lasciare immobili vuoti mentre la gente dorme per strada».