Zucche, laboratori e foliage: a Saracena il pumpkin patch che trasforma l’autunno in esperienza
Nato nel 2024 da un’idea di Vincenzo Trimani e Sabrina Caruso, il campo di zucche nel cuore del Pollino è diventato in pochi anni una vera attrazione stagionale. Nel 2026 resta aperto fino all’8 novembre tra laboratori, intaglio, attività per bambini, natura ed escursioni
C’era una volta la gita d’autunno nel bosco, oggi ci sono anche i pumpkin patch. Distese di zucche, carretti, laboratori creativi, set fotografici e attività per famiglie che trasformano ottobre e novembre in una piccola stagione turistica tutta arancione.
Un format nato negli Stati Uniti ma ormai entrato stabilmente anche nell’immaginario italiano. E nel Cosentino c’è un luogo che negli ultimi anni ha fatto da apripista: La Vallata delle Zucche di Saracena, nel cuore del Parco nazionale del Pollino.
Quando nacque, nel 2024, fu una piccola rivoluzione. A idearla furono Vincenzo Trimani e Sabrina Caruso, due giovani legati al territorio e appassionati di natura e viaggi, che decisero di trasformare i terreni dell’azienda agricola di famiglia, a pochi passi dal fiume Garga, in un vero pumpkin patch.
All’epoca le zucche erano circa 8mila, distribuite in 25 varietà, tra più di cento ulivi secolari. Intorno, laboratori di intaglio, truccabimbi, spaventapasseri e allestimenti pensati per famiglie e bambini.
Dal primo pumpkin patch a vero attrattore d’autunno
Due anni dopo, la formula è cresciuta.
L’edizione 2026 della Vallata delle Zucche, intitolata “La natura in tutti i sensi”, è partita il 26 settembre e proseguirà ogni fine settimana fino all’8 novembre.
Il campo non è più soltanto una distesa scenografica dove scegliere la propria zucca. L’esperienza si è allargata a laboratori, workshop, attività ambientali, incontri, escursioni, artigianato, benessere e percorsi educativi.
Ci sono il laboratorio di pittura, quello di intaglio, il truccabimbi, l’animazione e l’area relax. Ma anche attività più strutturate legate alla natura e alla scoperta del territorio.
Per le scuole, inoltre, è stato costruito un vero percorso di outdoor education, che usa il campo come laboratorio a cielo aperto per affrontare temi legati a scienza, sostenibilità, ambiente e resilienza climatica.
Quanto costa e quando si può andare
Per il 2026 l’ingresso con laboratorio e zucca costa 16 euro.
Sono previste due fasce: mattina, dalle 9 alle 13, e pomeriggio, dalle 14 alle 17.
Dopo il weekend del 24 e 25 ottobre, il calendario prosegue il 31 ottobre, 1 novembre, 7 novembre e 8 novembre.
Ed è naturalmente Halloween il momento in cui la Vallata raggiunge il massimo della sua atmosfera: zucche da scegliere, decorare e intagliare in stile Jack-o’-Lantern, ma in un contesto che conserva un legame molto più forte con il paesaggio rurale che con la semplice festa in maschera.
Halloween, ma non solo
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del fenomeno.
Il pumpkin patch funziona perché intercetta contemporaneamente più pubblici: le famiglie con bambini, gli amanti della fotografia, chi cerca una gita fuori porta, chi vuole vivere il foliage del Pollino e chi, semplicemente, è attratto da quell’estetica autunnale fatta di arancione, balle di fieno e sentieri di campagna.
Ma nel caso di Saracena c’è anche un elemento territoriale più marcato. Il campo si inserisce infatti in un paese già noto per il Moscato di Saracena, per le produzioni agroalimentari e per la sua posizione privilegiata all’interno del Pollino.
La visita alle zucche può quindi diventare il punto di partenza per un’intera giornata tra centro storico, prodotti locali e percorsi naturalistici.
Una tradizione americana che tanto americana non è
C’è poi un piccolo cortocircuito culturale che rende tutto ancora più interessante.
Perché se il pumpkin patch è un format evidentemente americano, la tradizione della zucca svuotata e trasformata in volto spaventoso non è poi così lontana dal Sud Italia.
Già nel 2024, raccontando la nascita della Vallata, avevamo ricordato l’antica usanza calabrese del “Coccalu di muortu”, documentata in diverse aree della regione: zucche svuotate e trasformate in teschi in occasione della commemorazione dei defunti, con i bambini che giravano di casa in casa chiedendo dolci.
Una tradizione che ricorda da vicino quel “trick or treat” che oggi associamo immediatamente ad Halloween.
Insomma, l’America ha forse esportato l’immaginario. Ma da queste parti la zucca, a ben vedere, era già di casa.