Addio ad Enrico Etna, giocò a Rossano e anche nella Morrone
Portiere di grande livello, come preparatore formò i vari Taibi, Scarpi, Orlandoni, Micillo, Belardi, Mirante, Padelli, Pagotto, Soviero e Concetti
È scomparso Enrico Etna, figura storica del calcio calabrese, portiere di grande affidabilità prima e preparatore dei portieri poi, capace di lasciare un segno profondo in diverse generazioni di atleti e addetti ai lavori.
La sua storia sportiva comincia alla fine degli anni Sessanta, quando muove i primi passi nel settore giovanile della Nuova Igea. Il salto in prima squadra arriva presto, con l’esordio in Serie D, categoria nella quale Etna costruisce gran parte della sua carriera da calciatore. Nel 1974 approda in Calabria, a Rossano, dando avvio a un lungo percorso che lo legherà definitivamente a questa terra. Con la maglia rossoblù resta quattro stagioni, tra Promozione e Serie D, distinguendosi per continuità e rendimento.
Nel 1975-76 è tra i protagonisti della Rappresentativa Calabria che conquista il Torneo delle Regioni, primo storico successo per il movimento calcistico regionale. Dopo una breve esperienza alla Ligny Trapani, Etna vive uno dei capitoli più significativi della sua carriera a Siderno, dove rimane per quattro anni e vince il campionato di Promozione nella stagione 1981-82. Seguono le tappe alla Morrone e a Locri, prima del definitivo ritiro dal calcio giocato proprio a Siderno, divenuta nel tempo la sua città adottiva.
Chiusa la carriera da portiere, Etna intraprende con la stessa passione quella di preparatore dei portieri. Inizia a Reggio Calabria nel 1990 e, negli anni successivi, lavora con club di primo piano come la Reggina e il Crotone, affermandosi come uno dei tecnici più stimati del settore. A Reggio contribuisce alla crescita di portieri come Taibi, Scarpi, Orlandoni, Micillo e Belardi; a Crotone, soprattutto nel periodo dal 2001 al 2008 sotto la guida di Giampiero Gasperini, segue e forma estremi difensori del calibro di Mirante, Padelli, Pagotto, Soviero e Concetti.
Tra i ricordi più cari di Enrico Etna c’era proprio l’esperienza amaranto, culminata con la prima storica promozione della Reggina in Serie A, vissuta da protagonista anche se lontano dai riflettori. Negli ultimi anni aveva scelto di rimanere vicino al calcio di base, mettendo la sua competenza al servizio dei giovani portieri del Città di Siderno, impegnato nel campionato di Prima Categoria.
Nel 2007 la sua città adottiva gli aveva tributato un riconoscimento speciale, conferendogli il Premio Stella – Città di Siderno, a testimonianza di una carriera vissuta sempre con serietà, competenza e passione. Con la sua scomparsa, il calcio calabrese perde un uomo di sport autentico, capace di insegnare non solo il mestiere, ma anche i valori.