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29/04/2026 ore 19.00
Sport

Marrello: «Ecco come rilanciamo il Rende Calcio: basi solide, giovani e quasi 40 persone pronte a dare una mano»

Sei anni fa i biancorossi erano in Serie C, oggi si giocano la salvezza in Promozione. Il presidente Lucio Marrello analizza l’ennesima stagione negativa, svela le ultime novità sullo stadio “Lorenzon” e lancia il progetto di rinascita

di Paolo Mazza

Avete presente quei sogni in cui si precipita nel vuoto senza mai toccare terra, sospesi tra la paura e l’incertezza? È una sensazione che descrive perfettamente il momento del Rende Calcio. Da sei anni, infatti, il club vive una sofferta discesa negli inferi del calcio italiano, dopo aver assaporato per tre stagioni di calcio professionistico: dalla Serie C alla Serie D, poi l’Eccellenza e infine la Promozione. E l’incubo non è ancora finito: proprio in Promozione il Rende occupa il terzultimo posto e si prepara ai play-out del 10 maggio contro una tra Virtus Acri e Crotonei. Una sofferenza che può raccontare davvero solo chi l’ha vissuta in prima persona, dentro e fuori dal campo.

Lucio Marrello, presidente del Rende Calcio, non si sottrae a questa sfida, affrontandola guidato da un profondo senso di appartenenza.

Una stagione che non ha reso quanto promesso

La logica alla base della programmazione del campionato di Promozione era precisa: costruire una squadra tecnicamente valida puntando su calciatori provenienti da situazioni difficili, facendo leva sul loro spirito di rivincita. Un modo per tenere alto il livello senza gonfiare il monte rimborsi. «Era una squadra costruita chirurgicamente», spiega Marrello, «ma probabilmente non siamo riusciti a esprimere quel potenziale». A dicembre sono arrivati anche i rinforzi dal mercato di riparazione, ma ciò non è bastato a invertire la rotta.

Ora la testa è già ai playout del 10 maggio, quando il Rende affronterà in gara secca una tra Virtus Acri e Cotronei. L'ultima giornata della regular season in programma domenica 3 maggio contro la capolista Morrone, che spera di festeggiare l’Eccellenza, è già quasi un'appendice. «In questi dieci, quindici giorni dobbiamo costruire la partita della stagione, quella che dovrà salvarci», dice il presidente. 

«Io farei volentieri solo il tifoso ma dopo di me deve esserci passione»

Il pensiero principale, dunque, è alla salvezza ma in casa biancorossa si sta anche lavorando per garantire alla società un futuro dignitoso. Nei giorni scorsi si è tenuto un vertice societario, e Marrello è stato diretto come sempre sul proprio ruolo: «Non ho mai avuto la presunzione di essere il presidente. Sono un tifoso del Rende e voglio tornare a esserlo». L’attuale proprietario è pronto anche cedere il passo, a patto che chi arriva abbia la stessa passione: «Credo nei presidenti come Costantino Rozzi o Dino Viola, non in chi cambia squadra ogni anno. Quello è business, non appartenenza». Un concetto che per lui vale ben oltre il calcio: «Anche una bocciofila con il nome di Rende mi dà le stesse emozioni. È la città che mi fa dare il meglio di me stesso».

Il nodo “Lorenzon”: «Presto torneremo ad allenarci lì»

Sul fronte stadio, invece, dopo una stagione girovaga tra Taverna di Montalto e San Fili, il ritorno al “Lorenzon” si avvicina. Il Cus Unical ha l’affidamento provvisorio dal Comune, ma a breve il Rende tornerà ad allenarsi lì per tutta la durata della convenzione, che dovrebbe essere di cinque anni.

Marrello, in tal senso, ringrazia esplicitamente l'amministrazione comunale – in particolare gli assessori Federico Belvedere e Stefania Belvedere e il delegato allo Sport Pierpaolo Iantorno, insieme ai vertici del Cus Unical, il presidente Giannantonio Cuomo e il vicepresidente Nicolò Chierchia – e sottolinea come il solo nome “Lorenzon” abbia già riacceso l’entusiasmo nella piazza. Tanto che attorno al club si stanno raccogliendo 39 persone disposte a far parte della nuova società. «È più importante avere persone che lavorano concretamente che risorse economiche pure, seppur i soldi siano importanti e determinano il tipo di organizzazione», evidenzia in merito l’attuale presidente.

La ricostruzione passerà anche dal settore giovanile, «fiore all'occhiello del Rende per decenni» e oggi ridotto alla sola scuola calcio del 2019. L'obiettivo è ricostituirlo categoria per categoria. Infine, anche nell'ipotesi peggiore di retrocessione, il progetto non cambia: «Ci poniamo gli stessi obiettivi, che coincidono con il disputare immediatamente un campionato di vertice, ma con un arco temporale leggermente più lungo». 

«Vogliamo riportare il Rende dove merita di stare», chiude Marrello. Con la voce di un tifoso, prima ancora che di un presidente.