Pirossigeno Cosenza, Paride Marchio cuore rossoblù: «Questa maglia è la mia famiglia. Ora serve unità per la salvezza» | VIDEO
Cosentino doc e punto di riferimento della squadra, Marchio ripercorre le tappe più importanti della Pirossigeno, tra sfide, investimenti della società e amore per la città
Sette stagioni, una fascia al braccio e un legame viscerale con la propria città. Paride Marchio non è soltanto il capitano della Pirossigeno Cosenza, ma ne rappresenta l’anima più autentica. Cosentino doc, volto simbolo del futsal rossoblù, Marchio si è raccontato negli studi di Rende del network LaC, ripercorrendo il suo lungo cammino sportivo e analizzando il momento delicato che la squadra sta attraversando nel campionato di Serie A.
Arrivato al futsal quasi per caso dopo l’esperienza nel calcio a undici, Marchio ha trovato nella Pirossigeno un progetto capace di trasformarsi, nel tempo, in qualcosa di profondamente personale: «È nato tutto un po’ per gioco – ha spiegato – ma oggi questa società è parte della mia famiglia». Un percorso iniziato dalle categorie inferiori, passato attraverso promozioni storiche e culminato con l’approdo nella massima serie, sempre con Cosenza cucita addosso.
Il passaggio dal calcio tradizionale al futsal non è stato immediato. Superfici diverse, ritmi più intensi, pallone e spazi che impongono rapidità di pensiero: «È uno sport totalmente diverso dal calcio – ha sottolineato – ma proprio questo mi ha fatto innamorare: la velocità, il contatto continuo con la palla, il senso di squadra». Un amore diventato scelta definitiva, al punto da rinunciare a eventuali ritorni al calcio a undici. Nel racconto di Marchio emergono con forza anche le emozioni vissute con la maglia rossoblù della Pirossigeno: la promozione conquistata ai playoff, la storica salvezza dello scorso anno ai playout e il primo campionato vinto in Serie B. Momenti che hanno forgiato il gruppo e rafforzato la sua leadership all’interno dello spogliatoio, soprattutto nei frangenti più difficili.
Difficoltà che tornano attuali guardando l’attuale classifica del massimo torneo del calcio a 5 nazionale. Dopo 15 giornate la Pirossigeno è terzultima, nonostante una campagna acquisti ambiziosa: «Il campo non ha restituito quanto ci aspettavamo – ha ammesso il capitano – ma lo sport non è una scienza esatta». Una situazione che ha portato anche al cambio in panchina, con l’esonero di mister Paniccia e il ritorno di Ibáñez, già artefice della salvezza nella passata stagione: «Dobbiamo assumerci tutti le nostre responsabilità e farci guidare di nuovo da lui, con fiducia e compattezza».
Fondamentale, in questo percorso, resta il supporto della società e del pubblico. Marchio ha elogiato gli investimenti della famiglia Piro e l’importanza del Palapirossigeno, diventato negli anni un punto di riferimento non solo sportivo ma anche sociale per l’intero territorio. «Giocare con il palazzetto pieno cambia tutto – ha detto – senti di rappresentare un’intera città». Uno sguardo, infine, allo sport cosentino nel suo insieme, dal futsal al calcio: «Cosenza ha bisogno di credere nello sport come strumento di crescita, soprattutto per i giovani».