Plm Morrone al comando, Stranges: «Siamo una squadra operaia, senza nomi ma con fame»
Dopo 18 giornate i cosentini comandano il girone A di Promozione. Il tecnico racconta il progetto, la filosofia operaia e un primato costruito su lavoro e umiltà: «Dobbiamo ragionare partita dopo partita e correre su noi stessi».
Dopo diciotto giornate è al vertice del Girone A di Promozione, con una classifica che premia il lavoro quotidiano e una filosofia chiara: umiltà, sacrificio e identità di gruppo. È una PLM Morrone solida e consapevole quella raccontata da Lorenzo Stranges negli studi del network LaC, dove l’allenatore cosentino ha ripercorso il cammino dei biancazzurri, attualmente primi davanti a Mesoraca e Cassano-Sybaris, in un campionato che si preannuncia combattuto fino all’ultima giornata.
Un primato che sorprende solo in parte: «La Morrone è una società ambiziosa – ha spiegato Stranges ai nostri microfoni – sapevo che avremmo dovuto fare un campionato importante, anche se non mi aspettavo un impatto così immediato». Per il tecnico si tratta di un ritorno su una panchina già vissuta tra il 2018 e il 2020, un’esperienza interrotta dal Covid ma culminata con una promozione e una finale di Coppa Italia: «È stata una scelta di cuore, ma anche logistica. Qui ho lasciato ottimi rapporti e ricordi importanti».
Il successo attuale affonda le radici nell’estate, segnata però da difficoltà inattese. La Morrone ha perso diversi elementi chiave rispetto alla stagione precedente, da Pellegrino a Barbieri, fino agli addii di Petrone e Panzera. «Il nucleo portante si è un po’ perso – ha raccontato Stranges – ma non ci siamo persi d’animo. Abbiamo costruito la squadra inseguendo meno i nomi e più i profili funzionali al nostro modo di interpretare il calcio».
Una scelta in linea con la storia del club cosentino, da sempre attento alla valorizzazione dei giovani. Stranges ha però acceso il dibattito sulla regola degli under: «L’obbligo li favorisce e allo stesso tempo li penalizza. Io darei il premio valorizzazione non a chi fa giocare più under, ma a chi ha l’età media più giovane e continua a puntare su di loro anche quando non sono più under».
Nel corso dell’intervista, il tecnico ha anche fotografato l’evoluzione del calcio dilettantistico, tra mercato “impazzito”, spopolamento dei paesi e crescente difficoltà nel reperire giovani motivati. «È una conseguenza dei cambiamenti sociali – ha sottolineato – non sempre della volontà degli allenatori».
Alla base del primato c’è anche una società solida: «La Morrone è fatta di persone competenti e imprenditori importanti. Pur potendo, non ha voluto giocare al rialzo nel mercato: questa serenità fa la differenza». Un approccio che stride con quello di altre realtà del girone, ricche di nomi altisonanti: «Noi non abbiamo giocatori di nome, ma giocatori importanti. In campo si va undici contro undici e vince chi ha più fame».
Lo sguardo resta prudente sul futuro. Il vantaggio è minimo, le avversarie – Mesoraca, Sersale, Cassano, Bisignano, Corigliano – sono agguerrite. «L’errore da non fare è pensare alla fine – ha ammonito Stranges – dobbiamo ragionare partita dopo partita e correre su noi stessi».
Infine, una nota di cuore sul prossimo confronto con il Cassano Sybaris di Burgo, amico fraterno e compaesano: «Sarà una grande emozione. Se non dovessi vincerlo io il campionato, spero davvero che lo vinca lui». Ti seguito l’intervista integrale.