Pugni al cielo, l’atleta della Boxe Popolare di Cosenza Maria Laura Perrotta vince a Napoli: l’ascesa continua | VIDEO
Dopo il torneo internazionale Les Ceintures di Parigi arriva un’altra soddisfazione per la pugile 19enne, che racconta la fatica degli allenamenti e l’emozione di ogni incontro: «C’è la voglia di fare sempre di più»
C’è un momento, poco prima che il match cominci, in cui il rumore intorno si attenua e tutto si riduce a un gesto antico. Le mani vengono bendate con cura, strato dopo strato: un piccolo rituale che serve a proteggere le ossa ma soprattutto a preparare la mente. È lì, in quei minuti sospesi, che Maria Laura Perrotta smette di essere una ragazza di diciannove anni e diventa una pugile.
Atleta della Boxe Popolare di Cosenza, la sua è una di quelle storie che raccontano bene cosa significhi crescere attraverso lo sport. Quattro anni di pugilato alle spalle, un percorso costruito con pazienza e lavoro quotidiano.
Maria Laura ha un viso pulito su cui spiccano un sorriso dolce e lentiggini leggere disseminate da una guancia all’altra. Non si è ancora abituata alle attenzioni del mondo esterno e quando la telecamera la inquadra mostra tutta l’insicurezza dei suoi diciannove anni. È bellissima. Ed è bellissimo vedere come poi, sul ring, si trasforma: il sorriso imprigionato nel paradenti, lo sguardo fermo e concentrato, le gambe in movimento, i pugni pronti alla difesa e all’attacco. Tra le corde tutte le esitazioni scompaiono.
La sua ultima esperienza di rilievo è stata una settimana fa a Napoli, nel meeting sportivo internazionale Fight4Naples. Di fronte a lei c’era Miriam Tommasone, medaglia di bronzo ai campionati italiani Elite dello scorso dicembre. Un confronto impegnativo, di quelli che misurano il valore di un’atleta. Maria Laura ha tenuto il match con lucidità e determinazione, portando a casa una vittoria che pesa nel suo cammino sportivo e personale. «Ho dato tutto sul ring, mettendo in pratica gli allenamenti fatti in questi mesi in palestra, facendo sparring con persone più alte di me per prepararmi al meglio ad affrontare la mia avversaria», racconta ai microfoni di LaC.
Ma non c’è solo Napoli. Già a maggio scorso, la pugile dilettante cosentina aveva lasciato il segno in un torneo internazionale a Parigi, portando il suo nome fuori dai confini nazionali. Così come farà di nuovo tra pochi giorni, in un torneo a Francoforte. Esperienze che raccontano una crescita costante, costruita allenamento dopo allenamento, senza scorciatoie.
L’atleta della Boxe Popolare di Cosenza Maria Laura Perrotta brilla in Francia al torneo internazionale Les CeinturesL’emozione e l’adrenalina, però, sono ogni volta quelle della prima volta: «Sono sempre presenti, c’è sempre la fame di vittoria e comunque la spinta a dare tutto tra le corde. C’è la voglia di fare di più dopo ogni match, non mi vedo mai perfetta, ogni incontro per me deve essere meglio di quello prima».
C’è un dettaglio che accompagna Maria Laura ogni volta che sale sul ring. Le treccine, intrecciate con precisione prima di ogni incontro. Non sono solo una scelta pratica: servono a tenere i capelli in ordine, certo, ma soprattutto a segnare un passaggio. Da ragazza ad atleta.
Una volta sistemate, non c’è più spazio per i dubbi. Il volto cambia, lo sguardo si fa diretto, il corpo sa già cosa fare. È come se, avvolgendo quell’ultimo elastico, Maria Laura lasciasse fuori dal ring le incertezze dei suoi diciannove anni e portasse su soltanto la parte più determinata di sé. Quella che punta ad «arrivare sempre più in alto», come dichiara lei.
La Boxe Popolare di Cosenza continua così a raccontare storie di sport e di formazione, e quella di Maria Laura Perrotta è una di quelle che meritano attenzione. Perché dietro ogni vittoria non c’è solo il risultato, ma il percorso di una giovane donna che ha trovato nel ring un luogo in cui riconoscersi, crescere e trasformare le proprie fragilità in forza.
Alla fine, quando le luci si spengono e i tonfi dei pugni tra le corde lasciano spazio al silenzio, l’atleta torna ragazza, ma i segni del passaggio restano. A diciannove anni il futuro è ancora tutto da scrivere. Ma Maria Laura ha già dimostrato di sapere come affrontarlo: un round alla volta.